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News

Stage con il Maestro An JIanqu 2-3-4 Giugno 2017

locandina An JIanqu 1

Apertura anno accademico 2016-2017

Apertura corsi bambini 12 settembre 2016

volantino bambini nuovo

Stage con il Maestro Han Yanwu 18-20 Marzo

prova 2

Esami federali 30-31 Gennaio 2016

Locandina esami Duan Wei copia

"Torneo dell'Amicizia" 19-20 Dicembre 2015

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Chinese News

 

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 Appena tornati dal consueto viaggio studio in Cina!

I maestri, come ogni anno, ci hanno regalato delle emozioni indescrivibili, arrichendo il programma della nostra scuola.Siamo fieri di poter offrire un metodo di pratica che si basa sulla loro solida esprienza e sulla comprovata qualità della scuola di Beijing!

Quest'anno la a.s.d. Baxiankungfu sarà ricca di importanti novità,tra le quali alcuni seminari condotti da famosi maestri Cinesi, esami, corsi di formazione e gare.

Per avere maggiori informazioni seguiteci nel sito o su Facebook!

Stage Maggio 2015 del Maestro KongCheng

Nuova locandina

Coppa Italia Marsciano Febbraio 2015

 

 

Gare Marsciano2014

Gli atleti della Baxiankungfu Sara Ambu e Carlo Gessa hanno da poco partecipato alla Coppa Italia di Wushu-Kungfu a Marsciano, ottenendo ottimi risultati e onorando in questo modo la nostra scuola!!!

Sara Ambu

Oro Taolu mani nude

Oro Taolu armi

 

Carlo Gessa 

Oro Tuishou -65kg

Argento Taolu mani nude

Bronzo taolu armi

Argento Shuijiao -65kg

 

06 .11.2014 : World Traditional Kungfu Championship

La Baxiankungfu parteciperà con i suoi atleti al World Traditional Kungfu Championship

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Articoli

Il Maestro del Ditan park

Il Maestro del Ditan park

 

Circa alle nove e mezza del mattina inizia l’allenamento al parco Ditan con il Maestro Chen  Xiang.

 

La voce registrata della metro avvisa l’approssimarsi della nostra fermata: << Xia zhan shi Yonghe Gong (Il Tempio dei Lama)! >>. Usciti dalla metro difronte a noi si estende il meraviglioso parco dell’altare della terra, poco prima e a fianco troneggia il Tempio dei Lama.

Ditan Gongyuan (Il parco dell’altare della terra) è un posto magico. Questa magnifica area verde fu costruita durante la dinastia Ming, circa nel 1530. La sua posizione lo vede collocato perfettamente difronte al parco Tiantan (l’altare del Cielo), e al centro delle sue viscere custodisce l’altare della terra, dove venivano svolti i riti durante il solstizio d’estate.

 

L’atmosfera che si può sperimentare al suo interno è unica. Passeggiando immersi tra gli alberi secolari, alcuni di una tale bellezza da mozzare il fiato, si avverte immediatamente la sensazione di pace e tranquillità che il parco trasmette. Probabilmente complici di quest’atmosfera sono anche:  la minor quantità di utenza rispetto al suo opposto (Tiantan), e per chi è disposto a crederci (in effetti per noi non c’e alcun dubbio), la maestria degli architetti che lo progettarono, esperti nell’arte del Fengshui!

 

Passeggiando al suo interno si possono incontrare i gruppi di attività più caratteristici (tipico dei parchi in Cina). Nella sua estremità a nord vi è la prevalenza di gruppi studio di Taijiquan, Bajiquan e Shuaijiao, che immersi nel boschetto sfruttano alcune aree prive di erba per fare i loro quotidiani allenamenti.

Un fatto curioso è che ogni domenica mattina si svolge un piccolo torneo di lotta cinese, in cui varie scuole si misurano tra loro per incrementare la propria maestria nel combattere. L’evento richiama sempre una piccola folla di turisti cinesi, che al grido di <<Hao!>> (bene) acclamano la bravura di chi esegue una tecnica spettacolare. Chiunque può cimentarsi nel torneo, chiedendo in prestito una delle tante divise logore disposte a terra su un telo di plastica e pronte per essere adoperate.

 

Maestro Chen Xiang si allena in un piccolo spiazzo in mezzo agli alberi. Quando arriviamo può capitare di trovarlo già intento nel suo allenamento, ma se così non fosse, è bene iniziare a praticare, in maniera tale da essere pronti al suo arrivo…

 

Delineare un profilo di questo insegnante risulta essere molto complesso. Lo si potrebbe figurare come un personaggio letterario: un vecchio saggio dal carattere sfuggente. In effetti, sfuggente è l’aggettivo giusto per descriverlo! La sua particolare postura e il suo procedere altalenante lo rendono caratteristico anche nei modi, che risultano essere molto cordiali e affabili, tranne quando deve dimostrare le applicazioni del proprio Gongfu! 

Quando termini un suo allenamento hai ben chiaro quello di cui stai facendo esperienza, e praticare con lui può cambiare notevolmente la propria concezione del Taijiquan, Baguazhang e Xingyiquan. 

 

Le sue lezioni sul Neigong e sui Classici della tradizione filosofica legati alla pratica sono speciali,  ricche di analogie e esempi, e prive di enfasi o inutili futilità Newage. Esse vanno dritte alla “sostanza” e si sposano perfettamente con il Chen Shi Hunyuan Taijiquan, sistema da lui insegnato.

Da un punto di vista marziale la sua tecnica è ricca di applicazioni. Questo è dovuto in parte anche alla sua grande esperienza nello Shuaijiao e nel Bajiquan di cui è un profondo conoscitore.

 

Per quanto riguarda lo Shuaijiao, vi è un aneddoto molto curioso. Maestro Chen Xiang durante la Rivoluzione Culturale, come voleva il partito, fu inviato per un periodo di sette anni nella Mongolia interna, per svolgere la classica mole di lavori pesanti che il sistema comunista prevedeva.

Essendo a quel tempo già esperto di Shuaijiao (è riconosciuto che il sistema di Pechino rispetto a quello mongolo sia più raffinato, con le sue tecniche più complesse e il minor utilizzo della forza bruta), ebbe modo di cimentarsi nei tornei di lotta locali diventando una piccola leggenda perché mai battuto. 

 

Riguardo al Bajiquan di Chen Xiang è bene ricordare che il maestro del suo maestro era il mitico Li Shu Wen (noto anche con il nomignolo: “Il Dio della Lancia”)! Questo insegnante era famoso per la potenza delle sue tecniche, infatti è risaputo nel mondo del Bajiquan che Li Shu Wen asserisse il fatto di non aver mai avuto la necessità di colpire due volte un avversario! 

La sua ferocia gli costò la vita. Avendo ucciso in combattimento una moltitudine di persone, aveva collezionato una altrettanto grande quantità di nemici e si racconta, infatti, che durante le cene, per paura di essere avvelenato, facesse assaggiare il cibo ai suoi allievi. Ironia della sorte: morì proprio avvelenato!

 

Ma sottintesa l’efficacia dello Shuaijiao e del Bajiquan, ciò che stiamo imparando da questo grande Maestro è la struttura interna del telaio degli stili di Neijia Gongfu, secondo gli insegnamenti della scuola del famoso Maestro Hu Yaozhen, connessi al Taijiquan stile Chen dell’altrettanto famoso Chen Fake. 

Chi ha potuto osservare lo sviluppo tecnico di Chen Xiang Laoshi, ha notato che nel tempo il suo modo di portare la tecnica si sia ammorbidito tanto da rendere la stessa quasi impercettibile. In Lui vi è la volontà di seguire i principi in maniera estremamente coerente. 

Crediamo di non incappare in un errore affermando che il suo Neijia Gongfu sia veramente completo e complesso. 

Ma la “fruibilità” del sistema da lui divulgato non è affatto scontata. A differenza di un altro genere di impostazione, il suo “lavoro” è costruito attorno alla sensazione propriocettiva, allo sviluppo del Dantian e delle abilità di Fangsong, Anjing e Xiuxi, e solo dopo alla costruzione della tecnica nella sua parte più fiorita. Questo non soltanto nella pratica “a solo”, ma anche nel combattimento. È quindi facile immaginare quanto sia complesso per una mente occidentale condividere questo genere di approccio al metodo in generale e in particolare modo al combattimento.

 

In fine, concludiamo questo breve excursus, raccontando l’ennesima “interrogazione” a cui oramai siamo abituati durante la visita ai nostri insegnanti. 

Come sempre avviene tutto come se nulla fosse…

Il primo giorno di allenamento dopo aver terminato la routine di Neigong e Taijiquan ci fa cenno di avvicinarci. Una volta difronte a lui mi chiede da quanto tempo pratico arti marziali, e che cosa fosse per me il Gongfu (così giusto per fare una domanda qualsiasi). Aggiungendo poi un ammonitorio “non sto scherzando” mi esorta subito a dargli una risposta. Dopo essermi difeso dietro ad un generico << il Gongfu è tante cose >>, Chen Laoshi ci racconta cosa è per lui la pratica, iniziando così una delle più belle lezioni a cui io abbia mai assistito sulla teoria degli stili interni.

Il terzo giorno finito di eseguire la forma “13 movimenti” secondo le nuove indicazioni forniteci, mi appresto a ripeterla, non accorgendomi di venir osservato per tutta la durata dell’esecuzione del Taolu. Ma prima di poter nuovamente riprendere, fermandomi un momento per una breve pausa, lo vedo. Subito mi fa cenno di avvicinarmi, dicendomi: <<stavo osservando la tua “tredici movimenti”>>, e parte in questo modo l’elenco delle correzioni, la maggior parte delle quali talmente precise e riguardanti aspetti a cui nemmeno io avrei mai dato importanza, da sembrare più una “radiografia” che una correzione!

Ecco in poche parole come può svolgersi un’allenamento-lezione con Chen Laoshi!

 

Matteo Buffa

 

Il Maestro del Tao Rang Tin park

Il Maestro del Tao Rang Tin

 

 

 Dopo due voli (Roma-Zurigo, Zurigo-Beijing) con l’efficientissima compagnia Swiss Air ci ritroviamo, come ogni anno a Beijing per incontrare i nostri Maestri, primo fra tutti: Maestro Liu Jing Ru.

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Le aspettative sono sempre molto alte e alla fine ben ripagate e l’eccitazione alle stelle, consapevoli dell’opportunità di studiare con una vera leggenda del Baguazhang!

 

Conclusa la classica sistemazione post-viaggio e fatta una bella dormita, si va al parco per incontrare il Maestro, che ci aspetta per organizzare gli allenamenti. 

Il primo incontro è sempre molto emozionante: chi lo conosce sa bene che Maestro Liu è molto gioviale ed ama scherzare, ma sa essere anche severo e imponente. Infatti, terminati i consueti saluti di convenienza e  organizzato gli orari delle lezioni, inizia l’esame!

Il Maestro ci chiede se ci siamo allenati e di mostrargli alcune tecniche, facendo finta che quella non sia un’interrogazione, ma un banale momento di curiosità… Finita la tortura e accertato il nostro grado di preparazione, ci salutiamo pronti per iniziare la mattina successiva!

 

Alle 5:50 suona la sveglia (la prima di tutto il viaggio è sempre la più traumatica) e alle 7:00 iniziano gli allenamenti. 

Ci separano dal Tao Rang Tin, l’attuale parco in cui si svolgono gli allenamenti della nostra scuola, circa 17 Km, che noi scegliamo di percorrere in perfetto stile cinese (quello di una volta, perché con l’odierno dovremmo muoverci usando una BMW ultima serie): con la bicicletta. 

Maestro Liu, con il ventaglio in mano, ci aspetta seduto al suo solito tavolino. 

Per chi non lo conoscesse, Liu Jing Ru, alla soglia dei sui 80 anni (età che senza essere svelata, difficilmente gli si potrebbe attribuire), si presenta come un signore dalla postura dritta e sicura, il suo Baguazhang  e Xingyiquan rimangono ancora oggi vigorosi e precisi come non mai. 

Pensare di poter raggiungere la sua età praticando in quel modo è uno dei tanti motivi che ci spinge ad allenarci con costanza e dedizione!

 

Prima di iniziare qualsiasi attività ci chiede se abbiamo qualche domanda da fargli, ed io inizio a tempestarlo di quesiti sugli stili e sulle applicazioni. Maestro Liu si mostra sempre disponibile nel rispondere a qualsiasi nostra perplessità, e noi siamo veramente felici di poter sciogliere i nodi che durante l’anno precedente ci  hanno assillato.

 

Dopo aver preparato il the, che berremo durante gli allenamenti, si inizia la pratica.

La lezione si divide tra lo studio delle nuove tecniche, il ripasso delle vecchie e le pause in cui Maestro Liu ama raccontare la storia del Baguazhang e gli aneddoti che riguardano il nostro lignaggio e i suoi vari Maestri. 

Questi momenti sono un’occasione unica per poter apprendere l’essenza dello stile. Infatti, senza i racconti, senza la spiegazione del perché una determinata tecnica sia stata così cara ad un rinomato praticante, senza conoscere i modi con i quali si allenavano i Maestri più famosi, non ci sarebbe ispirazione, non esisterebbe la Scuola e la sua tradizione. 

I suoi “racconti-lezione” insieme allo studio delle applicazioni, a differenza del semplice movimento fine a se stesso, sono gli aspetti che gli “studiosi di Youtube” non potranno mai apprendere…

 

Ad ogni movimento nuovo o al ripasso dei vecchi è sempre legata la spiegazione dell’applicazione marziale e delle aperture della tecnica (in base al livello di pratica dell’allievo). Uno degli aspetti più interessanti è rappresentato dal fatto che tutti i momenti più salienti della lezione sono accompagnati dallo studio delle strategie e dei differenti modi di “portare la forza”, e delle poesie  classiche legate alla pratica.

 

Tra visite di amici, allievi anziani del Maestro e loro discepoli, persone curiose che si fermano a guardarci praticare, o semplicemente ad ascoltare qualche storia sul Wushu, alla fine, durante gli allenamenti, non si è mai soli!

Quest’anno sono due gli incontri più bizzarri. 

Il primo con un Maestro di Mian Quan, ansioso di far vedere a due occidentali quanto siano efficaci le sue tecniche: la cavia è un allievo molto paziente di Maestro Liu, che a suo malincuore si presta a subire gli attacchi dello spavaldo insegnante. 

Il secondo incontro è con due allievi Giapponesi del Maestro, che si trattengono qualche giorno a praticare Xingyiquan e Baguazhang, e che, avendo studiato negli anni un po’ di italiano, si divertono ad imparare con noi nuove parole!

 

Ogni giorno aspettiamo con ansia la lezione, mai stanchi, nemmeno durante il ripasso di tecniche studiate e ristudiate tantissime volte.

Il tempo scorre rapidamente, e ci ritroviamo più di due ore dopo in partenza verso il parco Ditan per incontrare un altro interessante Maestro di Neigong e Taijiquan stile Chen. Ma questa è un’altra storia… 

Gli allenamenti con Maestro Liu rappresentano una fonte di ispirazione che ci ricarica di nuove energie per l’anno di studio che verrà. Torniamo in Italia non semplicemente con tanto programma da praticare e con la sensazione che le “vecchie” tecniche siano sempre più consolidate e precise, non semplicemente consapevoli di appartenere ad una autentica tradizione marziale, ma soprattutto carichi di entusiasmo e energia per affrontare le novità che ci aspettano durante l’inverno.  

Venti giorni di allenamento passano come se fossero due e ci ritroviamo a doverci accomiatare dal Maestro con la promessa di rivederci l’anno prossimo, e la speranza di essere degni praticanti di uno stile complesso e meraviglioso come il Baguazhang.

 
 
Matteo Buffa 

 

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