Facebook

Visita la nostra pagina Facebook e diventa un nostro fan. Clicca sul logo

logofacebook

YouTube

Il canale ufficiale della nostra associazione su youtube. Clicca sul logo.

logoyoutube

News

Apertura corsi 2017/2018 Monserrato e Cagliari

Quest'anno saremo anche a Cagliari nella palestra della scuola Azuni con l'insegnante Andrea Salimbeni!

18

Stage con il Maestro An JIanqu 2-3-4 Giugno 2017

locandina An JIanqu 1

Apertura anno accademico 2016-2017

Apertura corsi bambini 12 settembre 2016

volantino bambini nuovo

Stage con il Maestro Han Yanwu 18-20 Marzo

prova 2

Esami federali 30-31 Gennaio 2016

Locandina esami Duan Wei copia

"Torneo dell'Amicizia" 19-20 Dicembre 2015

IMG 1348

Chinese News

 

IMG 1074 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Appena tornati dal consueto viaggio studio in Cina!

I maestri, come ogni anno, ci hanno regalato delle emozioni indescrivibili, arrichendo il programma della nostra scuola.Siamo fieri di poter offrire un metodo di pratica che si basa sulla loro solida esprienza e sulla comprovata qualità della scuola di Beijing!

Quest'anno la a.s.d. Baxiankungfu sarà ricca di importanti novità,tra le quali alcuni seminari condotti da famosi maestri Cinesi, esami, corsi di formazione e gare.

Per avere maggiori informazioni seguiteci nel sito o su Facebook!

Stage Maggio 2015 del Maestro KongCheng

Nuova locandina

Coppa Italia Marsciano Febbraio 2015

 

 

Gare Marsciano2014

Gli atleti della Baxiankungfu Sara Ambu e Carlo Gessa hanno da poco partecipato alla Coppa Italia di Wushu-Kungfu a Marsciano, ottenendo ottimi risultati e onorando in questo modo la nostra scuola!!!

Sara Ambu

Oro Taolu mani nude

Oro Taolu armi

 

Carlo Gessa 

Oro Tuishou -65kg

Argento Taolu mani nude

Bronzo taolu armi

Argento Shuijiao -65kg

 

Articoli

“Tutti a casa degli An”

“Tutti a casa degli An”

 

Sono sempre stato a favore di un approccio multidisciplinare e non ho voluto, per scelta, “sposare” un unico stile o scuola. 

Nella storia delle arti marziali tradizionali cinesi sono veramente pochi i Maestri che si sono dedicati alla pratica di un unico metodo, e nelle grandi scuole di un tempo confluivano differenti saperi e conoscenze. 

Così ho sempre cercato di non rimanere ancorato ad un sistema ma di dedicare del tempo a differenti approcci!

 

Desideravo da tempo studiare il 八极拳 Bajiquan: è sempre stato per me una piccola fissazione, volevo conoscerlo “da dentro” e non solo averne sentito parlare.

Inoltre cercavo un metodo più tradizionale rispetto al “consueto” 长拳 Changquan codificato, che già si studia nella scuola di 武术 Wushu come propedeutica, un metodo che avesse le caratteristiche giuste tali da poter essere insegnate ai più giovani.

 

I pareri riguardo al Bajiquan, che ho raccolto tra maestri e praticanti, erano spesso discordanti: da un lato chi lo amava incondizionatamente, dall’altro chi lo reputava uno stile poco evoluto. In definitiva, come per ogni cosa, se avessi voluto farmi un’idea più oggettiva sul Bajiquan, avrei dovuto immergerci le mani.

 

Così ho deciso che nel successivo viaggio in Cina avrei cercato una scuola di Bajiquan che mi permettesse in un primo approccio di vedere come era strutturato il 基本功 Jibegong dello stile e a grandi linee come si sviluppasse il sistema.

La scelta alla fine è ricaduta nella scuola della famiglia An!

 

Per quale motivo abbiamo scelto la An Wushu Family Accademy?

In un primo momento ero orientato verso il villaggio di 孟村 MenCun, per studiare il lignaggio degli Wu. In seguito, ho avuto modo di conoscere il maestro 安剑秋 An Jianqiu (l’attuale Maestro dell’accademia) e di parlarci via Skype. Ogni nostra “chiacchierata" rendeva le cose sempre più interessanti. 

Ho constatato che all’interno della scuola della famiglia An è presente un ottimo 八卦掌 Baguazhang e 形意拳 Xingyiquan, e inoltre che si pratica un buon 散打 Sanda, essendo il Maestro della scuola un ex campione. Insomma, vi erano delle notevoli affinità con il nostro percorso di studio e con l'impostazione data alla nostra scuola: niente di meglio di un buon lignaggio dove si praticano gli stili che tanto amiamo con l’aggiunta del Bajiquan

 

Così, eccoci su un volo della AirChina pronti per affrontare il nostro consueto mese di studio con varie novità, tra le quali appunto andare per dieci giorni  nell’accademia degli An e poter fare la conoscenza in questo modo degli An e del loro Bajiquan.

 

Era dal 2008 che non mettevo piede nello 山东 Shandong (dato che la nostra meta negli ultimi anni è sempre stata 北京 Beijing). Quindi quest’anno oltre alla capitale, avremmo fatto ben due tappe (in una delle regioni più famose della Cina per quanto riguarda il Wushu); una a 德州 Dezhou (accademia degli An) e una a 龙口Longkou (per approfondire con Maestro 张道锦 Zhang Daojin uno stile che oramai stiamo studiando da anni con Maestro 刘敬儒 Liu Jingru).

 

Dezhou è la classica “cittadina” cinese con cinque milioni di abitanti e uno smog da far invidia alle città più inquinate del globo!

L’accademia è tuttavia situata in mezzo ad un particolare quartiere di recente costruzione, concepito con strutture di deciso gusto tradizionale. Inoltre, affacciandosi dalle finestre si può ammirare un bel parco ricco di laghetti e giardini, nei quali, clima e inquinamento permettendo, ci si può allenare. 

Si accede all’accademia dall’ingresso principale dove si sosta in una sala arredata con mobili in stile “tradizionale”, e dove si può notare un magnifico tavolo per la preparazione del the che viene spesso offerto agli ospiti. In fondo alla sala si ammira il luogo dove si siedono i maestri durante le cerimonie.

 

Salendo le scale si arriva al pianerottolo dove ancora non appesi giacciono due quadri che elencano la genealogia di trasmissione per ogni stile praticato dalla famiglia e il loro 武德 Wude (etica marziale), una rampa di scale più in alto e si accede alla palestra. 

 

La palestra si presenta come una sala ricoperta di tatami e attrezzata sia per la pratica degli stili tradizionali che per il Sanda e la lotta.

 

Infine al secondo piano si trovano le stanze degli ospiti (piccole stanze che possono ospitare da un minimo di una persona ad un massimo di circa 6 persone), i due bagni e la cucina (che funge anche da lavanderia e sala da pranzo).

L’accademia ospita sia allievi cinesi, che regolarmente frequentano i corsi della scuola, sia allievi che vengono da tutte le parti del mondo e che vogliono stare nella scuola per qualche giorno, per mesi o anni. 

I servizi offerti dall’accademia sono molto semplici e dal deciso “sapore cinese” e questo la rende affascinante e particolare. 

I comfort come per esempio la presenza del Wifi e qualche mobilio per sistemare il proprio bagaglio sono essenziali: si dorme su lettini a castello muniti di una stuoietta poggiata su tavole in legno, si condividono i bagni con tutti (le donne hanno il loro), si mangia insieme a pranzo, cena e colazione ogni giorno.

In definitiva, si vive seguendo uno stile semplice alla maniera cinese.

Quando noi siamo arrivati nel 武官 Wuguan (scuola di arti marziali), la struttura era ancora in fase di organizzazione e costruzione, ed ancora oggi c'è il progetto di espanderla ulteriormente con delle sale dedicate alla calligrafia, alla cerimonia del The e al solo uso degli stili tradizionali.

 

Come si svolge una tranquilla giornata di pratica?

Arriviamo a Dezhou la notte e, dopo aver fatto le prime presentazioni ed esserci accomodati nelle nostre stanze, siamo piombati in un sonno profondo e ristoratore. La mattina successiva, stanchissimi dal lungo viaggio ma veramente entusiasti di iniziare gli allenamenti, pensiamo di non sprecare tempo e di unirci alla sessione di pratica pomeridiana. Subito ci rendiamo conto che sarà dura e che l’allenamento sarà lungo e faticoso.

 

Una comune giornata di pratica è scandita da ritmi ben precisi. Alle sei si va in palestra per un riscaldamento di circa mezz’ora. Dalle sei e trenta alle nove e trenta si inizia con la sessione mattutina di Sanda (o Bajiquan a seconda della volontà dell’insegnante) in cui si pratica sia tecnica “a solo” che lavoro con i colpitori.

Alle nove e trenta si va a fare colazione e dopo una pausa di circa quaranta minuti si riprende con altre due ore di allenamento nel Bajiquan, durante le quali si può studiare dal 气功 qigong del Bajiquan allo 用法 yongfa. 

Termina così la sessione mattutina, e dopo una veloce doccia si va tutti a pranzare agognando il “letto” della propria stanza per un meritato riposo.

 

Alle tre e mezza inizia la sessione pomeridiana in cui si pratica Bajiquan in tutte le sue salse fino ad arrivare alle sei e trenta spesso alle sette e termina così la giornata. Giusto il tempo di una lunga doccia calda e della cena e poi si va a dormire (sono le nove e mezza, dieci) sperando di avere almeno otto ore di sonno per poter recuperare.

 

Che cosa si può dire della famiglia An?

Questa famiglia si tramanda il Wushu da cinque generazioni. Le loro specialità sono Bajiquan, Baguazhang, Xingyiquan e Taijiquan. In tutti i suddetti stili conservano un comprovato lignaggio, e vengono allenati e praticati ognuno ad alti livelli. Vi è a mio parere un filo conduttore che fa del corpus della famiglia An un unico grande sistema.

La scuola accoglie gli studenti in maniera molto cordiale e vi è un palpabile senso del rispetto e onore. Il gongfu, essendo patrimonio di famiglia, viene trattato come tale, e vige una ferrea disciplina e rigore. Per quanto maestro An Jianqiu abbia un approccio aperto e moderno (per volontà del padre che crede che il gongfu debba essere insegnato agli occidentali), le lezioni vengono svolte in maniera tradizionale: poche forme (quelle essenziali) e tanto di tutto il resto (fondamentali, condizionamento, sparring, attrezzi della tradizione e tanto altro ancora).

 

È stata veramente una bellissima esperienza, che abbiamo riconfermato invitando il Maestro qui in Sardegna per uno stage, del quale vi parleremo in un prossimo articolo!

 

 

 

p.s. Mi è capitato di sentire che qualcuno si riferisce al Bajiquan degli An come ad uno stile che differisce troppo dal Bajiquan ortodosso. 

Senza scendere in questa sede nei particolari, ho indagato riguardo il loro lignaggio e storia di famiglia ottenendo varie conferme (sia attraverso i loro racconti che attraverso i racconti di maestri al di fuori della loro scuola). 

Quello che si evince dallo studio della loro corrente di famiglia è che il loro Wushu è “autentico”, pragmatico e possiede tutte le caratteristiche essenziali di un sistema tradizionale: “shengfa 身法, bufa 步法, shoufa 手法, yongfa 用法”, presentate attraverso una metodica seria e collaudata e custodite attraverso cinque generazioni di famiglia. Che poi ci siano differenze con altre scuole famose questo è un altro discorso, ma che ancora oggi si pensi che un insegnamento rimanga inalterato, nel senso di immutato (al di là dei principi), mi sembra quantomeno ridicolo. Si sa che ogni buon maestro, una volta padroneggiato il metodo, arricchisce lo stile esprimendolo secondo la propria “natura”. Per il resto solo un campo di battaglia potrebbe testare la bontà delle scuole, ma per fortuna (o sfortuna a seconda dei punti di vista) oggi non è più come un tempo!

Il Maestro del Ditan park

Il Maestro del Ditan park

 

Circa alle nove e mezza del mattina inizia l’allenamento al parco Ditan con il Maestro Chen  Xiang.

 

La voce registrata della metro avvisa l’approssimarsi della nostra fermata: << Xia zhan shi Yonghe Gong (Il Tempio dei Lama)! >>. Usciti dalla metro difronte a noi si estende il meraviglioso parco dell’altare della terra, poco prima e a fianco troneggia il Tempio dei Lama.

Ditan Gongyuan (Il parco dell’altare della terra) è un posto magico. Questa magnifica area verde fu costruita durante la dinastia Ming, circa nel 1530. La sua posizione lo vede collocato perfettamente difronte al parco Tiantan (l’altare del Cielo), e al centro delle sue viscere custodisce l’altare della terra, dove venivano svolti i riti durante il solstizio d’estate.

 

L’atmosfera che si può sperimentare al suo interno è unica. Passeggiando immersi tra gli alberi secolari, alcuni di una tale bellezza da mozzare il fiato, si avverte immediatamente la sensazione di pace e tranquillità che il parco trasmette. Probabilmente complici di quest’atmosfera sono anche:  la minor quantità di utenza rispetto al suo opposto (Tiantan), e per chi è disposto a crederci (in effetti per noi non c’e alcun dubbio), la maestria degli architetti che lo progettarono, esperti nell’arte del Fengshui!

 

Passeggiando al suo interno si possono incontrare i gruppi di attività più caratteristici (tipico dei parchi in Cina). Nella sua estremità a nord vi è la prevalenza di gruppi studio di Taijiquan, Bajiquan e Shuaijiao, che immersi nel boschetto sfruttano alcune aree prive di erba per fare i loro quotidiani allenamenti.

Un fatto curioso è che ogni domenica mattina si svolge un piccolo torneo di lotta cinese, in cui varie scuole si misurano tra loro per incrementare la propria maestria nel combattere. L’evento richiama sempre una piccola folla di turisti cinesi, che al grido di <<Hao!>> (bene) acclamano la bravura di chi esegue una tecnica spettacolare. Chiunque può cimentarsi nel torneo, chiedendo in prestito una delle tante divise logore disposte a terra su un telo di plastica e pronte per essere adoperate.

 

Maestro Chen Xiang si allena in un piccolo spiazzo in mezzo agli alberi. Quando arriviamo può capitare di trovarlo già intento nel suo allenamento, ma se così non fosse, è bene iniziare a praticare, in maniera tale da essere pronti al suo arrivo…

 

Delineare un profilo di questo insegnante risulta essere molto complesso. Lo si potrebbe figurare come un personaggio letterario: un vecchio saggio dal carattere sfuggente. In effetti, sfuggente è l’aggettivo giusto per descriverlo! La sua particolare postura e il suo procedere altalenante lo rendono caratteristico anche nei modi, che risultano essere molto cordiali e affabili, tranne quando deve dimostrare le applicazioni del proprio Gongfu! 

Quando termini un suo allenamento hai ben chiaro quello di cui stai facendo esperienza, e praticare con lui può cambiare notevolmente la propria concezione del Taijiquan, Baguazhang e Xingyiquan. 

 

Le sue lezioni sul Neigong e sui Classici della tradizione filosofica legati alla pratica sono speciali,  ricche di analogie e esempi, e prive di enfasi o inutili futilità Newage. Esse vanno dritte alla “sostanza” e si sposano perfettamente con il Chen Shi Hunyuan Taijiquan, sistema da lui insegnato.

Da un punto di vista marziale la sua tecnica è ricca di applicazioni. Questo è dovuto in parte anche alla sua grande esperienza nello Shuaijiao e nel Bajiquan di cui è un profondo conoscitore.

 

Per quanto riguarda lo Shuaijiao, vi è un aneddoto molto curioso. Maestro Chen Xiang durante la Rivoluzione Culturale, come voleva il partito, fu inviato per un periodo di sette anni nella Mongolia interna, per svolgere la classica mole di lavori pesanti che il sistema comunista prevedeva.

Essendo a quel tempo già esperto di Shuaijiao (è riconosciuto che il sistema di Pechino rispetto a quello mongolo sia più raffinato, con le sue tecniche più complesse e il minor utilizzo della forza bruta), ebbe modo di cimentarsi nei tornei di lotta locali diventando una piccola leggenda perché mai battuto. 

 

Riguardo al Bajiquan di Chen Xiang è bene ricordare che il maestro del suo maestro era il mitico Li Shu Wen (noto anche con il nomignolo: “Il Dio della Lancia”)! Questo insegnante era famoso per la potenza delle sue tecniche, infatti è risaputo nel mondo del Bajiquan che Li Shu Wen asserisse il fatto di non aver mai avuto la necessità di colpire due volte un avversario! 

La sua ferocia gli costò la vita. Avendo ucciso in combattimento una moltitudine di persone, aveva collezionato una altrettanto grande quantità di nemici e si racconta, infatti, che durante le cene, per paura di essere avvelenato, facesse assaggiare il cibo ai suoi allievi. Ironia della sorte: morì proprio avvelenato!

 

Ma sottintesa l’efficacia dello Shuaijiao e del Bajiquan, ciò che stiamo imparando da questo grande Maestro è la struttura interna del telaio degli stili di Neijia Gongfu, secondo gli insegnamenti della scuola del famoso Maestro Hu Yaozhen, connessi al Taijiquan stile Chen dell’altrettanto famoso Chen Fake. 

Chi ha potuto osservare lo sviluppo tecnico di Chen Xiang Laoshi, ha notato che nel tempo il suo modo di portare la tecnica si sia ammorbidito tanto da rendere la stessa quasi impercettibile. In Lui vi è la volontà di seguire i principi in maniera estremamente coerente. 

Crediamo di non incappare in un errore affermando che il suo Neijia Gongfu sia veramente completo e complesso. 

Ma la “fruibilità” del sistema da lui divulgato non è affatto scontata. A differenza di un altro genere di impostazione, il suo “lavoro” è costruito attorno alla sensazione propriocettiva, allo sviluppo del Dantian e delle abilità di Fangsong, Anjing e Xiuxi, e solo dopo alla costruzione della tecnica nella sua parte più fiorita. Questo non soltanto nella pratica “a solo”, ma anche nel combattimento. È quindi facile immaginare quanto sia complesso per una mente occidentale condividere questo genere di approccio al metodo in generale e in particolare modo al combattimento.

 

In fine, concludiamo questo breve excursus, raccontando l’ennesima “interrogazione” a cui oramai siamo abituati durante la visita ai nostri insegnanti. 

Come sempre avviene tutto come se nulla fosse…

Il primo giorno di allenamento dopo aver terminato la routine di Neigong e Taijiquan ci fa cenno di avvicinarci. Una volta difronte a lui mi chiede da quanto tempo pratico arti marziali, e che cosa fosse per me il Gongfu (così giusto per fare una domanda qualsiasi). Aggiungendo poi un ammonitorio “non sto scherzando” mi esorta subito a dargli una risposta. Dopo essermi difeso dietro ad un generico << il Gongfu è tante cose >>, Chen Laoshi ci racconta cosa è per lui la pratica, iniziando così una delle più belle lezioni a cui io abbia mai assistito sulla teoria degli stili interni.

Il terzo giorno finito di eseguire la forma “13 movimenti” secondo le nuove indicazioni forniteci, mi appresto a ripeterla, non accorgendomi di venir osservato per tutta la durata dell’esecuzione del Taolu. Ma prima di poter nuovamente riprendere, fermandomi un momento per una breve pausa, lo vedo. Subito mi fa cenno di avvicinarmi, dicendomi: <<stavo osservando la tua “tredici movimenti”>>, e parte in questo modo l’elenco delle correzioni, la maggior parte delle quali talmente precise e riguardanti aspetti a cui nemmeno io avrei mai dato importanza, da sembrare più una “radiografia” che una correzione!

Ecco in poche parole come può svolgersi un’allenamento-lezione con Chen Laoshi!

 

Matteo Buffa

 

Il Maestro del Tao Rang Tin park

Il Maestro del Tao Rang Tin

 

 

 Dopo due voli (Roma-Zurigo, Zurigo-Beijing) con l’efficientissima compagnia Swiss Air ci ritroviamo, come ogni anno a Beijing per incontrare i nostri Maestri, primo fra tutti: Maestro Liu Jing Ru.

IMG 1074

Le aspettative sono sempre molto alte e alla fine ben ripagate e l’eccitazione alle stelle, consapevoli dell’opportunità di studiare con una vera leggenda del Baguazhang!

 

Conclusa la classica sistemazione post-viaggio e fatta una bella dormita, si va al parco per incontrare il Maestro, che ci aspetta per organizzare gli allenamenti. 

Il primo incontro è sempre molto emozionante: chi lo conosce sa bene che Maestro Liu è molto gioviale ed ama scherzare, ma sa essere anche severo e imponente. Infatti, terminati i consueti saluti di convenienza e  organizzato gli orari delle lezioni, inizia l’esame!

Il Maestro ci chiede se ci siamo allenati e di mostrargli alcune tecniche, facendo finta che quella non sia un’interrogazione, ma un banale momento di curiosità… Finita la tortura e accertato il nostro grado di preparazione, ci salutiamo pronti per iniziare la mattina successiva!

 

Alle 5:50 suona la sveglia (la prima di tutto il viaggio è sempre la più traumatica) e alle 7:00 iniziano gli allenamenti. 

Ci separano dal Tao Rang Tin, l’attuale parco in cui si svolgono gli allenamenti della nostra scuola, circa 17 Km, che noi scegliamo di percorrere in perfetto stile cinese (quello di una volta, perché con l’odierno dovremmo muoverci usando una BMW ultima serie): con la bicicletta. 

Maestro Liu, con il ventaglio in mano, ci aspetta seduto al suo solito tavolino. 

Per chi non lo conoscesse, Liu Jing Ru, alla soglia dei sui 80 anni (età che senza essere svelata, difficilmente gli si potrebbe attribuire), si presenta come un signore dalla postura dritta e sicura, il suo Baguazhang  e Xingyiquan rimangono ancora oggi vigorosi e precisi come non mai. 

Pensare di poter raggiungere la sua età praticando in quel modo è uno dei tanti motivi che ci spinge ad allenarci con costanza e dedizione!

 

Prima di iniziare qualsiasi attività ci chiede se abbiamo qualche domanda da fargli, ed io inizio a tempestarlo di quesiti sugli stili e sulle applicazioni. Maestro Liu si mostra sempre disponibile nel rispondere a qualsiasi nostra perplessità, e noi siamo veramente felici di poter sciogliere i nodi che durante l’anno precedente ci  hanno assillato.

 

Dopo aver preparato il the, che berremo durante gli allenamenti, si inizia la pratica.

La lezione si divide tra lo studio delle nuove tecniche, il ripasso delle vecchie e le pause in cui Maestro Liu ama raccontare la storia del Baguazhang e gli aneddoti che riguardano il nostro lignaggio e i suoi vari Maestri. 

Questi momenti sono un’occasione unica per poter apprendere l’essenza dello stile. Infatti, senza i racconti, senza la spiegazione del perché una determinata tecnica sia stata così cara ad un rinomato praticante, senza conoscere i modi con i quali si allenavano i Maestri più famosi, non ci sarebbe ispirazione, non esisterebbe la Scuola e la sua tradizione. 

I suoi “racconti-lezione” insieme allo studio delle applicazioni, a differenza del semplice movimento fine a se stesso, sono gli aspetti che gli “studiosi di Youtube” non potranno mai apprendere…

 

Ad ogni movimento nuovo o al ripasso dei vecchi è sempre legata la spiegazione dell’applicazione marziale e delle aperture della tecnica (in base al livello di pratica dell’allievo). Uno degli aspetti più interessanti è rappresentato dal fatto che tutti i momenti più salienti della lezione sono accompagnati dallo studio delle strategie e dei differenti modi di “portare la forza”, e delle poesie  classiche legate alla pratica.

 

Tra visite di amici, allievi anziani del Maestro e loro discepoli, persone curiose che si fermano a guardarci praticare, o semplicemente ad ascoltare qualche storia sul Wushu, alla fine, durante gli allenamenti, non si è mai soli!

Quest’anno sono due gli incontri più bizzarri. 

Il primo con un Maestro di Mian Quan, ansioso di far vedere a due occidentali quanto siano efficaci le sue tecniche: la cavia è un allievo molto paziente di Maestro Liu, che a suo malincuore si presta a subire gli attacchi dello spavaldo insegnante. 

Il secondo incontro è con due allievi Giapponesi del Maestro, che si trattengono qualche giorno a praticare Xingyiquan e Baguazhang, e che, avendo studiato negli anni un po’ di italiano, si divertono ad imparare con noi nuove parole!

 

Ogni giorno aspettiamo con ansia la lezione, mai stanchi, nemmeno durante il ripasso di tecniche studiate e ristudiate tantissime volte.

Il tempo scorre rapidamente, e ci ritroviamo più di due ore dopo in partenza verso il parco Ditan per incontrare un altro interessante Maestro di Neigong e Taijiquan stile Chen. Ma questa è un’altra storia… 

Gli allenamenti con Maestro Liu rappresentano una fonte di ispirazione che ci ricarica di nuove energie per l’anno di studio che verrà. Torniamo in Italia non semplicemente con tanto programma da praticare e con la sensazione che le “vecchie” tecniche siano sempre più consolidate e precise, non semplicemente consapevoli di appartenere ad una autentica tradizione marziale, ma soprattutto carichi di entusiasmo e energia per affrontare le novità che ci aspettano durante l’inverno.  

Venti giorni di allenamento passano come se fossero due e ci ritroviamo a doverci accomiatare dal Maestro con la promessa di rivederci l’anno prossimo, e la speranza di essere degni praticanti di uno stile complesso e meraviglioso come il Baguazhang.

 
 
Matteo Buffa 

 

"Stile o Metodo"

Leggi tutto...

Tradizionale e autentico nelle arti marziali tradizionali cinesi

Oggi si assiste a una generale crescita e diffusione delle arti marziali tradizionali cinesi. Chi si accinge a praticare uno dei tanti stili di wushu lo fa con maggiore consapevolezza, e molto spesso ricercando una particolare scuola o lignaggio.

Leggi tutto...

Sullo Yoga e sulle pratiche energetiche in genere

Questo articolo nasce dalla precisa esigenza di fare un minimo di chiarezza sull’argomento “yoga e pratiche energetiche”.

Leggi tutto...

Shaolin o Wudang?

Shaolin o Wudang?
Quando si dice che l'abito non fa il monaco...

Quando pensi che dopo la moda dello "Shaolin" non si possa più assistere ad un fenomeno del genere; quando credi che non ci sarà una nuova divisa da sfoggiare, o quanto meno che non sarà da monaco; quando sei convinto che la già enorme confusione sul "magico" mondo delle arti marziali tradizionali cinesi sia sufficente: ecco che bisogna fare i conti con il "WUDANG"!

Leggi tutto...

Riguardo il termine tradizionale nella definizione arti marziali tradizionali cinesi

È usanza comune che le scuole occidentali di wushu si definiscano “scuole di arti marziali tradizionali cinesi”.
È bene, però, fare chiarezza su che cosa s’intenda per “tradizionale”.

Leggi tutto...

Meditazione


Molte persone si avvicinano alla pratica della meditazione in una delle sue molteplici espressioni perché mosse da una forte curiosità verso gli aspetti più celati della vita.

Leggi tutto...

Lettera per il wushu

Io amo il wushu profondamente e cerco di studiarne tutti gli aspetti sia perchè ho la responsabilità di insegnarlo, sia per il gusto e il piacere della ricerca personale.

Leggi tutto...

Il Telaio

Quali sono gli aspetti che caratterizzano uno stile che appartiene alla famiglia del neijiaquan 内家拳, ovvero cosa rende uno stile "interno", "morbido"? Esiste una reale differenza tra "stile interno" e "stile esterno"?

Leggi tutto...

Il Taijiquan

Il Taijiquan è un metodo tradizionale di sviluppo della macchina biologica uomo e segue la via del guerriero.

Leggi tutto...

Considerazioni

Io amo il wushu profondamente e cerco di studiarne tutti gli aspetti sia perché ho la responsabilità di insegnarlo, sia per il gusto e il piacere della ricerca personale.

Leggi tutto...

Beijing 2011

Arriviamo a Beijing all’una e mezzo del mattino dopo un viaggio che è durato in pratica due giorni.
In città ad aspettarci e accoglierci troviamo il nostro amico, il maestro KongCheng, che ci accompagna subito nei nostri alloggi per riposare dalle fatiche dei giorni precedenti.

Leggi tutto...

logo basso

BAXIAN KUNGFU

Sede Centrale
Monserrato(CA) Vico II Virgilio 5
Indirizzo Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Telefono: 3297203759/3280971660